il sarcoma

Il sarcoma è un tumore  (o “neoplasia”) maligno che cresce nelle parti di sostegno, non di rivestimento, del nostro corpo, come il tessuto connettivo (chiamato con il termine tecnico di “tessuto mesenchimale”). Si può sviluppare nelle ossa oppure nelle parti molli – nel muscolo e nel tendine, nel tessuto o nel grasso sotto la pelle. Praticamente ovunque.
Si tratta di una malattia oncologica rara – si registrano circa 1.500 nuovi casi all’anno in Italia, contro, ad esempio, i circa 20 mila nuovi casi all’anno di tumore al colon o al seno.
Ci sono più di 50 tipi di sarcomi, diversi fra loro soprattutto per il grado di aggressività e la sede in cui si sviluppano. Ogni tipo di sarcoma richiede dunque una cura differente, una risposta terapeutica mirata, caso per caso.

Per i sarcomi non si può parlare di prevenzione: non ci sono abitudini o stili di vita che possono essere modificati per non ammalarsi, com’è invece nel caso di altri tumori. Ciò che sta emergendo negli ultimi anni dalla ricerca integrata, e dall’incrocio di dati a livello europeo e mondiale, è il ruolo giocato dall’ereditarietà genetica nella malattia. È inoltre emerso che in alcuni casi un eccesso di radiazioni, assunte ad esempio per curare un tumore della pelle, può provocare un sarcoma.

È fondamentale avere una diagnosi istologica certa, ben definita e possibilmente tempestiva, per decidere con il medico quale percorso di cura intraprendere per affrontare il sarcoma. Lo specialista a cui rivolgersi è un chirurgo specializzato nel trattamento dei sarcomi (link: centri specializzati?). La terapia più comune, che finora si è dimostrata più efficace, è infatti l’intervento chirurgico, che potenzialmente può portare alla completa guarigione, anche se esistono altre terapie (chemio, radio, farmaci tradizionali e innovativi) che possono essere associate alla chirurgia prima e dopo l’intervento.

Il sarcoma si manifesta spesso senza dolore, senza sintomi specifici. Il medico può sospettarlo di fronte a una tumefazione, un gonfiore che aumenta nel tempo, un ingrossamento di dimensione superiore a quella di una pallina da golf, soprattutto se non è la conseguenza di un colpo (un trauma noto) o di un’infezione. Se si trova nell’osso, può essere una tumefazione accompagnata da dolore localizzato, o una frattura sospetta.

Piuttosto che sottovalutarlo, è opportuno avviare alcuni esami preliminari, una radiografia, un’ecografia, una risonanza magnetica ­ che deve essere sempre eseguita con il mezzo di contrasto. Qualora il radiologo sollevi il sospetto che si tratti di sarcoma, l’esame successivo sarà la biopsia, che spesso è eseguita in ambulatorio, in anestesia locale.

Una volta diagnosticato il sarcoma, andranno accertate possibili lesioni e diffusioni (metastasi) nel corpo. Il medico probabilmente ti indicherà il centro specializzato più vicino alla tua residenza, che è collegato in rete con i maggiori centri italiani ed europei, e dove operano specialisti esperti nel trattamento dei diversi tipi di sarcoma.

Nei centri specializzati si concentrano gli sforzi, le conoscenze e le esperienze dei maggiori specialisti in questo campo. Viene condivisa la ricerca clinica a livello europeo e mondiale, e vengono condivisi i risultati della terapia. Giorno dopo giorno vengono compiuti progressi significativi nella terapia dei sarcomi. I percorsi terapeutici dipendono da molti fattori: il tipo di sarcoma, il grado di sviluppo e aggressività, dov’è localizzato nel corpo, l’età e il genere del paziente. Il trattamento può richiedere una terapia farmacologica, la radioterapia, la chemioterapia, sia prima che dopo l’intervento chirurgico, quando necessario. In alcuni centri specializzati viene praticata la perfusione degli arti in circolazione extra-corporea con alta temperatura (ipertermia) e chemioterapia.

Oggi la percentuale di guarigione è intorno al 60-70%. Se il tumore coinvolge un arto – il braccio, la gamba – l’intervento che esegue il chirurgo oncologo ortopedico tenderà il più possibile a conservare l’arto. È molto importante accompagnare il percorso di cura con la fisioterapia o la terapia riabilitativa, e con un costante supporto psicologico.

Pagina aggiornata al 28 novembre 2018